| Chiesetta
di San Martino - Martinazzo 
La chiesetta sorse per volontà degli abitanti di Martinazzo,
allora borgo di Raspano, nel 1688. Dopo una lenta fase di
decadenza e di abbandono nel corso del secolo scorso, vennero avviati
negli anni Trenta dei lavori di restauro e riadattamento che si
conclusero nel 1938 e portarono, tra l'altro, all'elevazione
dell'attuale torre campanaria, con abbattimento dell'originario
campanile a vela.
Chiesa di San Marco - Raspano
L'origine
della chiesa di San Marco si fa risalire al XIV secolo anche se
l'attuale edificio non conserva alcuna vestigia del passato, fatta
eccezione per il portale in pietra, cuspidato alla maniera veneziana.
Ancora nel Seicento l'edificio conservava l'aspetto semplice delle
chiesette di campagna, con facciata a capanna, campanile a vela
ed una piccola abside semicircolare dov'era collocato l'altare maggiore.
Alla fine del secolo venne costruito il portico ed ampliato l'edificio.
Nella seconda metà dell'Ottocento venne realizzato un generale
intervento di ristrutturazione, con ampliamento del coro e demolizione
dei muri perimetrali.
Sulla facciata, che mantenne il suo impianto, venne eretta una cella
campanaria demolita nel 1950 quando iniziarono i lavori di
costruzione dell'attuale campanile.
All'interno vi sono due altari settecenteschi, tra cui il maggiore
dedicato ai Santi Marco e Lucia.
Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo - Conoglano
L'attuale costruzione, iniziata nel 1905, su originario
progetto del parroco Don Angelo Noacco, venne aperta al culto soltanto
nel 1921 e sostituì la medievale chiesetta che sorgeva
su un poggio prossimo al borgo Miotti. Lo stile dell'edificio
religioso è tipico della corrente neo-gotica diffusa nella
seconda metà dell'Ottocento.
Si conservano un'ancona lignea degli inizi del XVII secolo (nel
cui registro inferiore erano probabilmente collocate due statuette
lignee dei Santi titolari recentemente trafugate), una croce
di rame dorato del 1585, l'originario altare, posto nella
navata laterale sinistra, accanto alla quale è stato murato
l'architrave della porta d'ingresso e la chiave di volta dell'abside
della demolita chiesetta.
BORGHI
Nel Comune di Cassacco vi sono diversi borghi rurali che sono stati
recuperati il profilo strutturale e funzionale dopo il terremoto
del 1976.
Il più suggestivo è senza dubbio il secentesco agglomerato
Miotti a Conoglano, dove vi sono anche i borghi Menut, Baiutti e
Fari dai quali si possono scorgere suggestivi scorci sulla vasta
pianura aratoria del Soima che si estende fino ad Ara e Colloredo
di Monte Albano. Nella frazione di Raspano si trova il borgobello,
a Montegnacco l'antico nucleo del viale Mauro, mentre a Martinazzo
è stato recuperato il borgo Simeonicostituito da un insieme
di rustici costruiti per la maggior parte nel corso del XIX secolo,
anche se per alcuni dei fabbricati si possono far risalire ai secoli
XVII e XVIII.
Borgo Miotti
Il Borgo Miotti nella località di Conoglano prende la denominazione
dalla famiglia che l'ha abitato da secoli ed ha contribuito a realizzare
un complesso architettonico di assoluto pregio storico ed artistico
nel quale si evidenziano gli eleganti e pratici ballatoi in legno,
le ampie aperture per il ricovero dei carri, la diversa tipologia
delle numerose finestre, il pozzo posto al centro della corte comune.
Disposto armonicamente sotto la collina dove sorgeva la trecentesca
chiesetta dei Santi Filippo e Giacomo, il borgo risulta accessibile
soltanto da due ingressi carrai un tempo dotati di ampi portoni
richiudibili. Un microsistema rurale nel quale convivevano in promiscuità
una decina di abitazioni, le stalle, i fienili, le corti comuni
aperte verso l'ampia campagna che porta alla valle del CORMOR.
Nel corso del Settecento proprio in questi edifici avevano studio
un chirurgo di fama ed un notaio omonimi che accanto a Don Nicolò,
anch'esso Miotti, Parroco di Cassacco, dominavano la scena delle
vicinie rurali che oggi costituiscono il Comune di Cassacco.
Alla fine degli anni Ottanta il restituito ad una fruizione pubblica
che ne fa senza alcun dubbio una delle testimonianze più
significative del Comune. Alcune abitazioni sono impreziosite da
affreschi santorali, peraltro molto frequenti nella piccola frazione
che ha saputo mantenere intatto il proprio tessuto urbanistico nel
corso dei secoli. Sono testimonianze di una religiosità popolare
intensa, vissuta quotidianamente dai contadini che vi abitavano
scandendo ritmi imposti dalle stagioni e dal lavoro dei campi.
Dalle Colline di Conoglano sulle quali sono abbarbicate le costruzioni
dei cinque borghi che la compongono, si può scorgere un paesaggio
incredibilmente integro, caratterizzato dalla vasta piana aratoria
che si estende sino alla collina di Ara e la confluenza dei torrenti
Soima e Cormor, da dove origina la zona di tutela e salvaguardia
ambientale della vallata che porta a Udine.
In questo ambito è inserito il vecchio mulino Ferrant del
sec. XVIII che è stato destinato alle attività legate
alla valorizzazione della civiltà contadina ed ospita oggi
una rinomata attività di ristorazione.
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